Anche quest'anno Beppe Guerini non vuole mancare all'appuntamento classico della Granfondo Franciacorta e del Sebino dedicata quest'anno a Giulio Bendotti. E lo fa in un modo nuovo, segui la sua nuova rubrica sul nostro sito e non mancare all'appuntamento.
Come promesso eccomi qua, a raccontarvi come è andata l’allenamento di settimana scorsa.
Per chi ha letto il primo articolo pubblicato su questa rubrica, starà aspettando di sapere il tempo che ho impiegato a scalare il Selvino, visto che era il test che mi ero ripromesso di fare Domenica.
E cosi è stato, solo che il risultato (come era prevedibile), non è stato dei migliori; basta pensare che rispetto al tempo fatto segnare, per salire il Selvino nella Settimana Bergamasca del 1998 (l’ arrivo era posto a San Pellegrino), ho impiegato circa 16 minuti in più.
Certo bisogna anche dire che pesavo 8 kg in meno, ed avevo nelle gambe qualcosa come 15000 km.
Ma anche se il cronometro è stato categorico, io non mi sono demoralizzato, e sono convinto che domenica prossima potrò migliorare notevolmente il mio tempo.
Per poter raggiungere questo obbiettivo, questa settimana ho aumentato la distanza degli allenamenti arrivando a fare (anche se con fatica) 3h30’’, ed ho inserito qualche salita tipo come il Colle Gallo e il Gandosso.
Negli allenamenti utilizzo sempre il mio cardiofrequenzimetro che mi ha accompagnato per tutta la carriera ciclistica. Certo, i miei valori di soglia sono notevolmente diminuiti, come logico che sia, e di conseguenza anche la mia resistenza alla fatica, ma in compenso devo dire di aver mantenuto una buona potenza muscolare.
E questo sarà il mio prossimo obbiettivo, ossia migliorare la resistenza per poter affrontare l’ultima salita della granfondo (Ome per intenderci) con un po’ di riserva di energia.
Tante persone mi hanno chiesto che legame c’è tra me e la Franciacorta, visto che sono diventato il testimonial della gran fondo che porta il suo nome.
Innanzi tutto devo dire che conosco bene alcuni degli organizzatori, soprattutto i fratelli Bettoni, poi ho grande stima della Gulliver per la sua professionalità nell’organizzare eventi, ma soprattutto perché nei miei allenamenti trovavo in queste zone la tranquillità ed i percorsi ideali per potermi meglio preparare alla gara.
Nella mia carriera, sicuramente la salita che ho affrontato più volte è stata il Selvino, ma al secondo posto troviamo il Gandosso, che rappresentava, per cosi dire, il “risveglio” mattutino ed il riscaldamento alle salite successive.
Infatti era consuetudine per me partire da casa per gli allenamenti ancora mezzo addormentato, dirigermi verso questa salita per poi pedalare in direzione Vigolo oppure in direzione Polaveno.
Per darvi un esempio, durante la mia carriera nel periodo che va da Marzo a Giugno, era frequente che nella giornata del lungo (chiamata anche “distanza”), partissi da casa per dirigermi verso il Gandosso, scendere a Sarnico, scalare il Polaveno ritornare verso Iseo per affrontare Parzanica, e finire l’allenamento con il Colle Gallo.
Circa 5 ore di allenamento e 160 km passati in parte nella zona del Sebino e della Franciacorta.
Ciao, adesso vi saluto e ci rivediamo settimana prossima con un nuovo tempo sul Selvino.
Beppe G.