Anche quest'anno Beppe Guerini non vuole mancare all'appuntamento classico della Granfondo Franciacorta e del Sebino dedicata quest'anno a Giulio Bendotti. E lo fa in un modo nuovo, segui la sua nuova rubrica sul nostro sito e non mancare all'appuntamento.
I lavori intermittenti sono un carico di lavoro molto intenso ma di breve durata, seguito da un ancor più breve recupero e tutto ripetuto per dieci volte, e per un numero di serie da definire in base a vari parametri.
Elemento fondamentale per poter svolgere questo lavoro è un misuratore di potenza montato sulla bicicletta, che permette, a differenza di un normale cardiofrequenzimetro, di misurare la potenza espressa sui pedali in modo quasi istantaneo. Questo strumento, che ho iniziato ad utilizzare dal 1997, ha rivoluzionato i miei allenamenti.
Infatti se fino ad allora il dato su cui si basavano i miei lavori in bicicletta era la frequenza cardiaca, da quel momento in poi il dato più rilevante è stato la potenza espressa che veniva misurata, mentre la frequenza cardiaca è diventata un dato complementare insieme alle mie sensazioni psicofisiche.
La potenza ha il grande vantaggio di essere un valore più stabile e meno influenzabile dai miei stati fisici e dall’ambiente (in caso di stanchezza fisica o di temperature ambientali molto fredde, la mia soglia anaerobica diminuisce sfalsando le mie tabelle di allenamento).
Altra grande differenza è che la potenza è espressa in tempo reale, cosa che invece non è possibile prendendo come riferimento il battito cardiaco che ha bisogno di un lasso di tempo abbastanza lungo per stabilizzarsi.
Essendo il lavoro intermittente di breve durata, avevo bisogno di uno strumento che mi desse delle risposte in tempi molto veloci, ecco perché mi serve un misuratore di potenza per questo lavoro.
Ecco un esempio di allenamento intermittente che ho svolto questa settimana:
ho pedalato per 40 minuti in pianura, poi mi sono diretto verso il Selvino.
Da li ho incominciato il mio lavoro ossia 40 secondi a una potenza di 380 watt e 20 secondi ad una potenza di 200 watt e poi via, ancora 40 secondi a 380 watt e 20 di recupero tutto per 10 volte.
Ho recuperato 15 minuti e ho ripetuto ancora una serie di questo lavoro.
Normalmente si eseguono da un minimo di 3 serie ed un massimo di 5 serie. Alla fine della serie si arriva ad avere una frequenza cardiaca vicino alla soglia o appena sopra.
Perché ho scelto questo tipo di allenamento?
Perche mi permette di fare un grosso quantitativo di lavoro ad una potenza molto elevata, senza però accumulare troppo acido lattico.
Alla fine dell’allenamento, ho fatto 3 serie per cui 30 volte 40 secondi a 380 watt,fanno un totale di 20 minuti a 380 watt.
Pedalare per 20 minuti a 380 watt è un grande carico di lavoro, che difficilmente sarebbe possibile svolgere, e normalmente porterebbe alla produzione di grandi quantitativi di acido lattico, invece spezzettandolo in piccole trance, ci permette di poter svolgere questo lavoro e soprattutto di accumulare poco acido lattico.
Questo è possibile perche il nostro fisico quando si trova a lavorare alla potenza aerobica, ed ha recuperato anche per solo pochi secondi, è capace di esprimere una grande potenza, grazie alla risintesi del creatinfosfato che però, può fornire una potenza inversamente proporzionale alla durata dello sforzo. Più breve sarà lo sforzo più alta potrà essere la potenza espressa senza produrre acido lattico.
Avrei potuto fare anche delle serie a 400 watt, ma avrei dovuto ridurre il tempo a 30 secondi, e mantenere il recupero a 30 secondi.
Spero di essere stato chiaro e se ne avrete la possibilità provatelo, vi ricordo che però e necessario un misuratore di potenza.
Ciao
Beppe